mercoledì 30 settembre 2009
giovedì 24 settembre 2009
Cure palliative e terapia del dolore, via libera della Camera tra le polemiche

La Camera riforma la legge sulle cure palliative e la terapia del dolore, ma è già polemica. «Siamo noi i malati. E la politica deve smetterla di decidere alle nostre spalle» dice Fabio Salvatore, autore del libro «Cancro, non mi fai paura», un volume autobiografico che racconta l'esperienza della malattia e la sofferenza dei pazienti affetti da tumore.
Un libro che l'autore nei mesi scorsi ha deciso di donare gratuitamente ai malati ricoverati in molti ospedali italiani, facendosi anche promotore di una raccolta di fondi per aiutare le associazioni di volontari che affiancano i pazienti terminali.
Che cosa prevede la legge, approvata col voto unanime di maggioranza e opposizione? La creazione di una «rete per l'accesso alle cure palliative» e la definizione di «terapia del dolore» applicate alle «forme morbose croniche».
Ma per averne diritto bisognerà rivolgersi alle strutture sanitarie esistenti. Le regioni dove gli hospice e le istituzioni territoriali non ci sono dovranno mettersi in regola presto, pena il commissariamento.Tra le novità c'è anche la semplificazione delle prescrizione dei medicinali per il trattamento dei pazienti affetti da dolore severo. Non sarà più necessario da parte del medico utilizzare un ricettario speciale, ma il farmacista conserverà copia o fotocopia della ricetta.
Alcuni principi cannabinoidi, che sono importanti per malattie come la Sla, sono stati inseriti nell'elenco dei farmaci.
A Montecitorio ha anche deciso di stanziare 150 milioni di euro.«Discutono di un sacco di cose, ma senza sentire il parere dei malati. Sarebbe un importante valore aggiunto», sottolinea Salvatore. «Si vantano di aver fatto una legge bipartisan - accusa - ma su quali basi? Come fanno a fare una legge senza sentire i malati. Parlano di umanità, di umanizzazione. Solo parole vuote di chi non sa esattamente che cosa vuol dire essere un malato».
L'allarme lanciato dallo scrittore malato di cancro riguarda soprattutto la questione hospice e le associazioni di volontari: «L'istituzione dell'hospice è fondamentale, ma deve scegliere il malato. Quello che va sempre più incentivata è però l'assistenza domiciliare.
Anche se il malato non è terminale. Bisogna finirla, poi - conclude - con questa strana forma di pietismo nei confronti dei malati.
Il problema è che non abbiamo una cultura che accetta la morte e il dolore. Se sei malato terminale sei un peso per la Asl, che ti manda a casa dicendoti: "Non c'è niente da fare".
Ma ci sono famiglie che non accettano. Sai cosa mi ha detto un malato terminale dell'Hospice dell'Inp di Milano? "Mia moglie non mi ha concesso di morire a casa".
Ma i politici queste cose le sanno?».
RACCOMANDAZIONI ORGANIZZAZIONE MONDIALE SANITA' - OMS - INFLUENZA A/H1N1
Fa paura perché si diffonde velocemente. L'influenza A ha un’aggressività clinica simile alla consueta epidemia stagionale ma, a parità di pericolosità, colpisce più persone. Per adesso però, avvertono i massimi esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità.L’unica certezza che si ha in questo momento è che non bisogna abusare degli antivirali. Questi farmaci non devono essere somministrati alle persone sane che contraggano il virus A/H1N1 perché non è necessario.
NON ABUSARE DEGLI ANTIVIRALI
“Bisogna chiarire che questa influenza ha una virulenza lieve e pertanto gli antivirali vanno usati con estrema cautela. Lo dice l’Oms e lo ribadisce il ministero della Salute italiano: i farmaci vanno somministrati solo nei casi gravi e, soprattutto, entro le 24 o 48 ore al massimo, per non ridurne l'efficacia”. Il rischio è di assumere il farmaco inutilmente. Non si può rischiare che durante una pandemia si sviluppino casi di resistenza dovuti all’eccessiva somministrazione della molecola. E già nei mesi scorsi sono stati registrati casi di resistenza in Messico, dove c'è stato il primo focolaio e dove c'è stato un abuso di antivirali.
OMS: “SOLO I SOGGETTI A RISCHIO”
Proprio l’Oms nelle nuove linee guida sull’uso degli antivirali ribadisce: “Prima i soggetti a rischio: le donne incinte, gli anziani e i bambini sotto i cinque anni”. Il Tamiflu infatti, se correttamente prescritto, può ridurre in modo significativo il rischio di polmonite (una delle principali cause di morte di quest'influenza) e la pandemia di influenza stagionale oltre a ridurre la necessità di ricovero. E così, una delle raccomandazioni è di somministrare il farmaco al più presto, anche senza attendere l’esito degli esami di laboratorio, i quei soggetti che possono avere complicazioni, cioè chi ha disturbi respiratori e cardiovascolari come, per esempio, le persone anziane. Anche per i bambini vale lo stesso: sì al farmaco per chi ha meno di cinque anni con una forma influenzale molto aggressiva. No agli antivirali se il piccolo ha più di cinque anni ed è sano.
SINTOMI E IL TRATTAMENTO ALTERNATIVO
I sintomi dell'influenza A sono simili a quelli che caratterizzano le forme influenzali che circolano durante l’inverno: febbre sopra i 38 gradi, sonnolenza, malessere, perdita di appetito. A questi si possono associare anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. “Da tenere d'occhio – si legge nelle linee guida dell’Oms – il respiro corto, a riposo o sotto sforzo, difficoltà respiratorie in generale, cianosi, espettorato di colore scuro, dolori al petto, pressione bassa, febbre alta (che dura da almeno tre giorni) e alterazioni dello stato mentale”. Questi potrebbero indicare un peggioramento. Ad ogni modo è sempre importante avvertire il medico di famiglia.
Nella maggior parte dei casi bastano farmaci come il paracetamolo per la febbre, o l’ibuprofene (che ha proprietà analgesica, antinfiammatoria e antipiretica) per i dolori articolari e gola. Infine nei casi in cui si sospetta un’infezione batterica, sempre sotto prescrizione medica, si consiglia l’uso degli antibiotici”.
SINTOMI E IL TRATTAMENTO ALTERNATIVO
I sintomi dell'influenza A sono simili a quelli che caratterizzano le forme influenzali che circolano durante l’inverno: febbre sopra i 38 gradi, sonnolenza, malessere, perdita di appetito. A questi si possono associare anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. “Da tenere d'occhio – si legge nelle linee guida dell’Oms – il respiro corto, a riposo o sotto sforzo, difficoltà respiratorie in generale, cianosi, espettorato di colore scuro, dolori al petto, pressione bassa, febbre alta (che dura da almeno tre giorni) e alterazioni dello stato mentale”. Questi potrebbero indicare un peggioramento. Ad ogni modo è sempre importante avvertire il medico di famiglia.
Nella maggior parte dei casi bastano farmaci come il paracetamolo per la febbre, o l’ibuprofene (che ha proprietà analgesica, antinfiammatoria e antipiretica) per i dolori articolari e gola. Infine nei casi in cui si sospetta un’infezione batterica, sempre sotto prescrizione medica, si consiglia l’uso degli antibiotici”.
sabato 12 settembre 2009
La Fratres Pugliese alla Fiera del Levante
Dal sito http://www.fratres.it:
Anche quest'anno la FRATRES pugliese, sarà presente dal 12 al 20 Settembre, con uno stand alla FIERA del LEVANTE di Bari.
Sarà il Consiglio regionale Fratres che con la collaborazione di numerosi volontari farà opera di sensibilizzazione verso le migliaia di visitatori sulle problematiche legate alla donazione del sangue ed emocomponenti che anche in quest'ultimo periodo sono in carenza e quindi è sentita molto viva la necessità di ampliare il numero dei donatori periodici per avere sempre le scorte indispendabili nelle strutture sanitarie.
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